{"id":3664,"date":"2025-12-03T19:34:03","date_gmt":"2025-12-03T19:34:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rocknotes.it\/?p=3664"},"modified":"2025-12-03T19:35:24","modified_gmt":"2025-12-03T19:35:24","slug":"venerdi-5-dicembre-2025-proiezione-del-film-fronte-del-rock","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rocknotes.it\/index.php\/2025\/12\/03\/venerdi-5-dicembre-2025-proiezione-del-film-fronte-del-rock\/","title":{"rendered":"Venerd\u00ec 5 dicembre 2025 &#8211; Proiezione del film FRONTE DEL ROCK"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.rocknotes.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/592764155_877792498110528_4045789263544359093_n-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3665\" srcset=\"https:\/\/www.rocknotes.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/592764155_877792498110528_4045789263544359093_n-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.rocknotes.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/592764155_877792498110528_4045789263544359093_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rocknotes.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/592764155_877792498110528_4045789263544359093_n-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.rocknotes.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/592764155_877792498110528_4045789263544359093_n-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.rocknotes.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/592764155_877792498110528_4045789263544359093_n.jpg 1417w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Venerd\u00ec 5 dicembre a Gemona del Friuli &#8211; Proiezione del film\/documentario FRONTE DEL ROCK di Massimo Garlatti Costa.<br>Fieste di Sante Lussie &#8211; Piovega &#8211; ore 20,30<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vertigine, Mercenary God e Vanilla Resident sono tre gruppi musicali delle montagne friulane che cercano di emergere. I leader delle bands Simone Piva, Louis Armato e Michele Fusetti ci raccontano cosa significa fare rock in provincia; li seguiamo nella vita di tutti i giorni, mentre lavorano, sempre pensando a come fare per sfondare nel mondo della musica. Simone ci \u00e8 quasi riuscito, partecipando a programmi televisivi nazionali e sfiorando pi\u00f9 volte il successo. Siamo nel 2008. Il documentario si sposta a Londra &#8230;..<br>Con Simone Piva, Louis Armato, Duilio Pontelli, Luciano Silei, Michele Fusetti e molti altri.<br><br><strong>LOTTARE E RIALZARSI CON LE GINOCCHIA SANGUINANTI<\/strong><br>L\u2019UTOPIA DELLA MUSICA INDIPENDENTE.<br>IL VIAGGIO DI \u201cFRONTE DEL ROCK\u201d<br>di Andrea Castelli<br><br>\u201cC\u2019\u00e8 un sacco di gente viva. Ma questa gente non arriver\u00e0 da nessuna parte, questo \u00e8 il problema\u201d.<br>Dalla poco rassicurante analisi di Giorgio Canali, la situazione attuale non sembra includere ci\u00f2 che la<br>musica e tutto ci\u00f2 che la circonda per lungo tempo ha significato e contemporaneamente celato: la<br>magia. La speranza. Soprattutto la speranza per tutti quei giovani (o anche meno giovani) che<br>hanno passato ore, giorni, spesso anni, rinchiusi in una stanza o in una cantina a chiudere gli occhi,<br>con in mano uno strumento, e fantasticare, immaginare, godere di tutta quella che sarebbe<br>stata, in un futuro vicino o lontano, la loro vita di musica, nella e per la musica.<br>E tutti con una certezza comune, con una condivisa e meravigliosa visione: che ce l\u2019avrebbero fatta, che<br>quelle immagini cos\u00ec reali si sarebbero \u201csicuramente\u201d trasformate in qualcosa di pi\u00f9 concreto di<br>un volo pindarico, e che al riaprire gli occhi non ci sarebbe pi\u00f9 stata la necessit\u00e0 di tornare alla realt\u00e0,<br>perche la realt\u00e0 sarebbe stata differente. Migliore. Accantonando per\u00f2 la visione strettamente<br>romantica di questa cos\u00ec discutibilmente (secondo alcuni) nobile forma d\u2019arte, e analizzando sadisticamente ci\u00f2 in cui si \u00e8 trasformata negli ultimi anni, viene spontaneo chiedersi se la situazione sia<br>realmente cos\u00ec apocalittica come nelle parole di Canali, se si stia avvicinando davvero, insomma,<br>una rivoluzione che sancisce la morte della Musica cos\u00ec come \u00e8 conosciuta per dare inizio a una totalmente differente concezione dell\u2019intero mondo artistico musicale, che rivoluzioner\u00e0 tutto da cima<br>a fondo, a partire dalla cantina per arrivare alla distribuzione, e, perch\u00e9 no, anche i sogni.<br>I tradizionali sogni di gloria, fama e successo, di vivere grazie a ci\u00f2 che si ama, si stanno sempre pi\u00f9<br>trasformando in sogni tesi a diminuire il livello individuale di frustrazione . Perch\u00e9 l\u2019unica cosa che<br>sembra concedere oggi la Musica a chi veramente la ama e ne fa (o vorrebbe fare) una ragione di vita,<br>sembra una infinita e apparentemente irrimediabile frustrazione. Che con il tempo rischia di<br>trasformarsi definitivamente in disillusione. Fronte del Rock, il lavoro di Massimo Garlatti-Costa,<br>ci da una valida panoramica di quello che \u00e8 il mondo della provincia, partendo nel caso specifico<br>da piccoli paesi del Friuli, per interrogarsi sulla difficolt\u00e0 di emergere seguendo le proprie passioni,<br>partendo da realt\u00e0 cos\u00ec piccole e cosi semplicemente estranee e lontane da quello che \u00e8 il grande<br>mercato del successo. Ed \u00e8 soprattutto, senza presunzione di trarre conclusioni, un eccellente spunto di riflessione su cosa effettivamente significhi oggi voler fare musica e credere in essa. Anche e soprattutto se si parte da un piccolo paese di montagna. Le storie dei tre gruppi presentati dal regista, ovvero i \u201cMercenary God\u201d, i \u201cVanilla Resident\u201d e i \u201cVertigine\u201d di Simone Piva, viaggiano quasi in parallelo, e si delineano fondamentalmente come storie di frustrazione, sudore, rassegnazione, e fallimento. Parola questa che fa paura, di cui nessuno vorrebbe essere il soggetto destinato a farsene fardello, ma che purtroppo \u00e8 reale. Storie e persone che alla fine del documentario rimangono dove hanno avuto inizio, in provincia, senza colpi di scena e happy endings. Semplicemente pi\u00f9 mature, sudate e rassegnate.<br>Ma sono anche storie di persone che non mollano, perch\u00e9 non si pu\u00f2 dire addio ad una parte di se<br>stessi, e per quanto faccia male conviverci, non \u00e8 possibile dimenticare e accantonare qualcosa di cos\u00ec forte, che unisce e al tempo stesso da forza. Dunque tenacia in risposta alla rassegnazione, perseveranza in risposta all\u2019indifferenza. Essere capaci di \u201cprendere un grosso respiro prima di immergersi\u201d citando le parole di Frankie Hi Nrg, per prepararsi dolorosamente, con i polmoni che scoppiano e che fanno male, ad una eventuale, sognata emersione. Ma la situazione oggi \u00e8 molto complessa. A partire da cosa voglia dire la parola \u201cemergere\u201d. E\u2019 un dato di fatto che il mondo musicale \u00e8 quasi radicalmente rivoluzionato rispetto a quello che era solo pochi anni fa. Dove emergere, anche in un solo determinato genere o settore, voleva dire dischi venduti, concerti e persone che cantano canzoni scritte da te e che sono parte di te. Questa condivisione del proprio essere con totali sconosciuti che si identificano nelle \u201ctue\u201d parole e<br>nella tua vita (per rimanere nella visione romantica della Musica), \u00e8 cambiata, e sta cambiando sempre pi\u00f9. Come gi\u00e0 accennato, si sta arrivando a una nuova alba, si stanno facendo le prove generali e presto<br>illuminer\u00e0 gli orizzonti di questa arte. O li oscurer\u00e0. Apocalittici contro integrati. In una recente intervista ad un artista italiano molto famoso e apprezzato a livello globale, un aneddoto raccontato pu\u00f2 divenire un interessante spunto di riflessione. Raccontava come il suo produttore abbia scherzosamente affermato che se avesse riscosso questo successo dieci anni fa, ora starebbe navigando nell\u2019oro. Cosa che probabilmente far\u00e0 in ogni caso, ma, e questo \u00e8 il punto interessante, non grazie ai dischi o ai concerti, ma grazie a tutto ci\u00f2 che ruota intorno al mondo delle settenote. Gli aspetti che si potrebbero analizzare sono molteplici, da che cosa vuol dire oggi emergere a come si realizza la moneta con la musica, ai nuovi<br>canali di distribuzione, fino ad arrivare al marketing, che sembra avere in molti casi soppiantato il<br>talento di molti musicisti, spesso tristemente secondario. Si assiste spesso alla creazione di miti o<br>idoli (fortunatamente passeggeri nella maggior parte dei casi) che possono con la massima tranquillit\u00e0 essere definiti \u201cprodotti\u201d. Ben diversi da quello che sono state le meteore dei decenni passati.<br>Le vecchie meteore erano canzoni o personaggi, le moderne meteore sono semplicemente prodotti<br>che svaniscono poich\u00e8 non soddisfano pi\u00f9 le esigenze del consumatore o perch\u00e8 hanno un difetto<br>di fabbricazione, diciamo creati con macchine a fecondit\u00e0 limitata. Un ciclo produttivo e poi si compra un nuovo macchinario. Il regista di Fronte del Rock, ci porta al MEI, ovvero il meeting delle etichette indipendenti, un ultimo barlume di speranza per migliaia di persone, che ancora qualcosa di vero e di concreto, di selvaggio possa esistere.\u00c8 il miraggio della musica indipendente, della possibilit\u00e0 per tutti di poter dire qualcosa e di poter avere la propria occasione. Ma la realt\u00e0 \u00e8 ben diversa.<br>Prescindendo dal fatto che \u00e8 impossibile che tutti abbiano una possibilit\u00e0 e che ovviamente non tutti siano validi (nonostante le buone intenzioni e la passione, degna in ogni caso di stima), questo<br>fenomeno aumenta semplicemente il numero di dischi in circolazione, spesso sfruttando gli stessi<br>musicisti, e diminuisce per una semplice regola matematica dell\u2019inversamente proporzionale, le<br>possibilit\u00e0 di emergere dal sottostrato, dalla sorta di purgatorio musicale che \u00e8 rappresentato da<br>questo fenomeno. Perch\u00e9 una volta il sogno di tutte le band ( o cantanti) era rappresentato dal<br>Disco.Avere le proprie sporche note fino ad un attimo prima imprigionate nella polverosa sala prove,<br>ripulite lustrate e racchiuse in un disco. Ed era il punto di arrivo, la massima ispirazione, il resto<br>sarebbe venuto da se, quasi come logica conseguenza. Ma ora che \u00e8 molto pi\u00f9 semplice averlo, un disco,<br>dato che le possibilit\u00e0 sono varie, non ultima la costosa autoproduzione, rappresenta solo il punto<br>di inizio, il primo picchetto nella roccia per raggiungere la vetta dell\u2019Everest. Pi\u00f9 importante del supporto \u00e8 la promozione, il saper sapientemente farlo arrivare alla gente, al pubblico, a far si che qualcuno lo ascolti. E lo ascolti talmente tanto da farselo piacere. Importante \u00e8 che la persona giusta si accorga dell\u2019esistenza di quella creazione e la promuova nel modo migliore e al passo con i tempi.<br>Una piccola e doverosa citazione (tralasciando quella sulla meritocrazia in questo campo e sui<br>giusti canali, che spesso penalizzano la validit\u00e0 privilegiando altro) va alla vecchia e poco saggia<br>fortuna, ma \u00e8 ovviamente una tautologia, dal momento che l\u2019argomento della sua utilit\u00e0 e<br>necessit\u00e0 \u00e8 intoccabile. La necessit\u00e0 dell\u2019essere al posto giusto al momento giusto non tramonter\u00e0 mai.<br>Ma oggi, nel 2008 la tecnologia potrebbe dare una mano a tirare la fortuna dalla propria parte, perch\u00e9<br>non sempre \u00e8 necessario essere al posto giusto, o che la persona che potrebbe cambiare la vita di<br>una band sia al posto giusto (nel momento giusto). L\u2019avvento di canali come Youtube, come<br>Myspace, hanno esponenzialmente innalzato le possibilit\u00e0 di essere notati ( e di conseguenza<br>esponenzialmente abbassato i meriti da dare alla fortuna), e questi stessi canali pullulano, strabordano di tentativi, pi\u00f9 o meno riusciti, di far conoscere la propria musica. Al mondo, ma anche alle persone che hanno i mezzi per rendere concreto il virtuale. Certo \u00e8 che la necessit\u00e0 della scintilla, di quella particolarit\u00e0 che pu\u00f2 distinguere e far emergere permettendo di respirare di nuovo dopo essersi immersi (nonostante il grosso respiro preso preventivamente) \u00e8 ineccepibile, bisogna avere una marcia in pi\u00f9. E lottare.<br>Ma tornando per un momento all\u2019 artista potenzialmente miliardario (indietro nel tempo), ci\u00f2 pone il problema della distribuzione. Oggi la musica si scarica, i dischi o cd non si comprano pi\u00f9, o sempre meno, la sensazione di tenere in mano il prodotto, la custodia in plastica, il libretto, il cd stesso e metterlo nello stereo \u00e8 stato rimpiazzato dal pi\u00f9 economico ( e pi\u00f9 illegale) utilizzo di un mouse per riempire librerie musicali molto pi\u00f9 ampie di qualunque scaffale da cameretta pieno di dischi. E da qui la necessit\u00e0 per i musicisti anche arrivati e apprezzati di reinventarsi, di puntare molto sui concerti, sul contatto diretto con il pubblico, su tour infiniti, su apparizioni televisive e sponsorizzazioni. Paradossale \u00e8 poi il meccanismo che si inverte per alcuni. Non \u00e8 raro assistere a fenomeni che vedono protagonisti artisti arrivati, quasi leggende, che abbandonano case discografiche e contratti da Re Mida, per ottenere pi\u00f9 libert\u00e0 e indipendenza, per dedicarsi a cosa vogliono veramente e addirittura per sperimentare nuove forme di distribuzione e realizzazione di prodotti. Senza quei fastidiosi vincoli imposti da produttori che sembrano pi\u00f9 architetti di palazzi tutti uguali, con l\u2019anima venduta al diavolo rinunciando alla cosa spesso pi\u00f9 importante: l\u2019originalit\u00e0. E anche perche no, il cuore che si mette in quello che si fa. Non ultimo il caso dei \u201cRadiohead\u201d che, abbandonata la casa discografica, hanno pubblicato il loro ultimo e eccellente album in internet prima che nei negozi, e soprattutto, e qui la rivoluzione, concedendo la possibilit\u00e0 ai fan di acquistarlo al prezzo che si voleva, partendo da un minimo di un cent. Mettendo da parte le polemiche che hanno scatenato, superate ovviamente dagli attestati di stima e di genialit\u00e0, hanno dato una scossa forte al mondo discografico, che sembra a detta di molti destinato a crollare anche per i prezzi dei prodotti che creano non pochi problemi. Ma questo \u00e8 un altro discorso. E soprattutto \u00e8 la causa (o una delle principali) per la quale i supporti stanno cambiando, che ha messo in moto il meccanismo che porter\u00e0 secondo gli apocalittici alla totale scomparsa del cd nel giro di pochi anni. Una rivoluzione a trecentosessanta gradi che sembra non dovr\u00e0 lasciare superstiti spazzando via tutto quanto come un feroce tsunami di onde sonore, che mieter\u00e0 vittime di tutti i tipi, dai supporti, alle case discografiche, alle speranze ai sogni. E nonostante i protagonisti del racconto di Massimo Garlatti-Costa continuino a suonare e a sognare innocentemente, guardando il mondo (musicale) con un sorriso amaro dall\u2019alto delle loro splendide montagne, continueranno a stringere assieme agli strumenti qualcosa che neanche il pi\u00f9<br>violento degli tsunami pu\u00f2 portar via: la passione. E l\u2019amore per qualcosa che non ti spezzer\u00e0 mai il<br>cuore. Di conseguenza, e si percepisce anche dalle parole di Simone Piva nel finale del documentario,<br>\u201cci si pu\u00f2 sentire abbattuti, con la voglia di lasciar perdere, ma poi ci si rialza e anche con le ginocchia<br>sanguinanti si continua a lottare\u201d. E fin quando ci sar\u00e0 un Simone, dei \u201cVanilla Resident\u201d o dei \u201cMercenary God\u201d che lottano, l\u2019 entropia musicale rimarr\u00e0 in sostanziale equilibrio. In natura qualcosa di nuovo nasce quando qualcosa muore, la Musica fa parte della natura, ed \u00e8 difficile, molto difficile, uccidere una passione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 5 dicembre a Gemona del Friuli &#8211; Proiezione del film\/documentario FRONTE DEL ROCK di Massimo Garlatti Costa.Fieste di Sante Lussie &#8211; Piovega &#8211; ore 20,30 Vertigine, Mercenary God e Vanilla Resident sono tre gruppi musicali delle montagne friulane che cercano di emergere. 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