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Franz
Merkalli e i Tellurika vantano moltissimi anni di fedele servizio nell'esercito del Metallo Pesante ... ma
sempre nel ruolo di guastatori, monelli impertinenti, sabotatori. Il
loro metal demenziale è lontano dalle parodie scontate o dai facili
nonsense, anzi è spesso scomodo e inadatto a chi, per qualche motivo,
ha la coda di paglia. Sono ottimi musicisti innamorati del "LARD
ROCK", ma con una inguaribile propensione per l'assurdo e l'autoironia, dote
quest'ultima che spesso manca ai
metallari, così occupati a "sembrare" cattivi e minacciosi.
Il disco è rifinito con cura quasi maniacale e tutto ( libretto con i
testi, arrangiamenti, esecuzioni, registrazioni) è realizzato in
maniera assolutamente impeccabile. Le canzoni sono impregnate di
graffiante ironia e piene di personaggi assurdi e tragici: il peluche
Trudy, il pacifista Ghiandi, il pilota Michael Lumacher e il cane da
saluto Doberdann. Mentre Alex Armato, Joe Sisma e Michael Venzone si
occupano di intrecciare elaborate trame musicali di matrice metal (con
spruzzate di progressive e ... musica leggera) l'incredibile voce
di Franz Merkalli si incarica di sbeffeggiare l' Orgoglio Friulano e le
finte lacrime della TV, ma anche gli stessi metallari. Una frase che da
sola vale tutto il disco: "Our universe is the Friul, i'm the best
singer in my street". |
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