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DA EST hanno alle spalle una lunghissima storia, fatta di centinaia di
concerti e di fans fedelissimi che li seguono fin da quando erano
semplicemente una cover band di provincia. La vena compositiva è
maturata piano piano e la necessità di raccontare in musica le proprie
esperienze di vita ha trovato spazio nel cd DAEST, pubblicato nel 2000.
Il secondo album, REGNO ELETTRICO, ha avuto una lunga gestazione che
trova spiegazione nella scelta fatta dalla band di percorrere la strada
dell'autoproduzione e nella meticolosità con cui sono state realizzate
le registrazioni. ll suono, molto rock, frequentemente si colora
addirittura di metal, grazie alle chitarre tostissime di Simone Di
Ottavio, ultimo acquisto della band (già componente dei Carry All).
L'omonimo brano di apertura, con il suo intro rumoristico, ci porta
(quasi fisicamente), nella sala prove dei Da Est, ed è subito rock! La
voce, ruvida ma elegante, di Massimiliano Vidoni scandisce parole che
lasciano il segno. La spettacolare tecnica batteristica del "Carry
All" Mario Sabadelli si amalgama perfettamente al basso di
"Capitan" Damiano Toffoletto, decano della band. I riferimenti
musicali più ovvi sono quelli del rock italiano degli ultimi 20 anni,
con qualche eco di Litfiba, Negrita, Ligabue e tracce residue dei più
classici Nomadi. Naturalmente i Da Est non si fermano qua e raccolgono
ingredienti nel giardino del rock inglese ed americano, quel luogo
favoloso che continuano a frequentare anche come cover band, insieme al
quinto compagno di viaggio, il ritrovato chitarrista Roger Tomasino,
rientrato a pieno titolo in formazione nel corso delle registrazioni
dell'album e nei concerti che hanno seguito la sua pubblicazione.
Fra i brani più riusciti c'è la raffinata A CHI NON CREDE, una ballata
acustica che si trasforma presto in una cavalcata elettrica impreziosita
da un pregevole assolo finale. Un'altra autentica hit è la tiratissima
QUELLO CHE SARA' (brano incluso nella compilation ROCKNOTES). |
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