|
LOUIS: Ciao Ena, da quando sei entrata negli Alba Caduca sono successe
molte cose, che cosa hai portato nella band dalla tua esperienza
precedente con i Lepidus?
ENA: mmhh... la chitarra! No
dai scherzo! Certamente se ora sono/suono così lo devo molto ai Lepidus,
ben cinque anni assieme e nel tempo una crescita sotto vari aspetti,
tecnica, artistica, i concerti, l’esperienza vissuta in un vero studio
di registrazione, ma più di tutto porto con me “il vissuto”, le
persone e quello che mi hanno lasciato dentro a livello umano.
LOUIS: Vi state piazzando molto bene nei concorsi a cui partecipate
eppure la vostra proposta musicale non è facilissima, puoi cercare di
spiegare il vostro stile e i confini del vostro progetto?
ENA: fortunatamente il progetto Alba Caduca non ha vincoli,
personalmente riterrei limitante sedersi ad un tavolo e dire “la
nostra musica deve suonare così”; ciò non toglie che quello che
facciamo abbia una specie di filo conduttore non meglio definibile, ma
siamo cinque persone con background musicali e caratteri molto diversi e
le canzoni sono appunto un miscelarsi di tutte queste
influenze-differenze… e mi piace un sacco! La cosa migliore che posso
dirvi per spiegare il nostro stile è: venite a sentirci dal vivo e
decidete voi.
LOUIS: Avete
realizzato un demo interessante, che progetti avete per il futuro? State
cercando contatti con case discografiche o preferite prendere in
considerazione l'idea di autoprodurvi?
ENA:il demo è il risultato
di una giornata di registrazioni in sala prove, diciamo che è discreto
considerandolo come prodotto casalingo realizzato in brevissimo tempo e
serve a dare l’idea del sound del gruppo, ma vorremmo realizzare un
demo fatto come si deve per poterlo poi mandare un po’ in giro
ed andare a caccia di concerti, attività che ritengo vitale per il
gruppo. Case discografiche? Macchè, vai con l’autoproduzione.
LOUIS: Suonate
abbastanza dal vivo? Com'è la situazione in Friuli secondo te? Ci sono
abbastanza spazi per la musica dal vivo? E come vivete la
"rivalità" con le cover band?
ENA: Ultimamente, complice la stagione estiva, siamo riusciti a
suonare un po’ in giro, ma sempre in contesti di tipo
festival/concorso. Ora che arriva l’inverno sarà un po’ più dura.
Personalmente non vedo alcuna rivalità con le cover band, sono due cose
completamente diverse, dirette a situazioni e pubblico diversi, non sono
comparabili. L’unico rammarico è che in zona ci siano pochi spazi per
chi propone musica propria o meglio a me pare che manchi la cultura, il
pubblico medio è abituato a sentire sempre le solite rassicuranti
quattro canzoni imposte da radio e tv e ha paura di avventurarsi
all’ascolto di qualcosa di appena appena diverso, qualcosa di nuovo a
cui deve fare attenzione… è un cane che si morde la coda: meno
concerti, meno abitudine, meno locali etc etc
LOUIS: Come
chitarrista che strumentazione utilizzi di solito?
ENA: quale chitarrista? Ah, stai parlando con me! Il mio setup è un
po’ “fuori moda”, utilizzo un rack composto da
preamplificatore-multieffetto e finale valvolare stereo, sparato dentro
ad un bel cassone 4x12. Il tutto risulta un po’ pesantino ed
ingombrante da trasportare, ma considerando il risultato trovo che ne
valga decisamente la pena!
LOUIS: Quali
sono i tuoi chitarristi preferiti ed in generale che musica ascolti?
ENA: sinceramente non sono il tipo da “guitar hero”, non ho
dei chitarristi preferiti, mi piace pensare alla chitarra come ad un
elemento integrante del sound del gruppo. Come ascolti non c’è dubbio
che il rock occupi gran parte della mia discoteca, un po’ in tutte le
sue sfumature, dalle cose più dure a quelle più pop, l’adolescenza
mi ha vista immersa nel rock anni novanta quindi vai di grunge e
compagnia bella, ma, considerata la mia età, ho anche un discreto
background di elettronica anni 80, senza dimenticare quella moderna:
dischi di trip-hop e drumandbass per esempio spuntano qua e là fra i
dischi chitarrosi! Attualmente la mia classifica personale vede ai
vertici Nine Inch Nails, A Perfect Circle e Tool, ma potrei star qui ad
elencare gruppi per tutta la giornata. Con la musica italiana sono molto
critica in quanto posso valutare i testi con gran cura (a dispetto
dell’inglese ove mi lancio in improbabili interpretazioni personali!),
e sono molto attaccata alla scena anni novanta tipo Marlene Kuntz,
Afterhours, CSI, Scisma, La Crus… ecco al giorno d’oggi mi pare che
manchi un sottobosco di gruppi “alternativo-indipendenti” come c’è
stato in quegli anni: mi sa che sto andando fuori tema….
LOUIS: Che
idea ti sei fatta dell'ambiente musicale friulano? Come mai secondo te
è così raro che un musicista delle nostre zone
passi al professionismo?
ENA: credo che in tutte le zone sia difficile passare al
professionismo! In questi tempi di musica=soldi ritengo che uscire dalla
propria provincia-regione e fare il grande passo verso case
discografiche, radio e tv sia principalmente questione di conoscenze e
fortuna.
LOUIS: C'è qualche band friulana che ti sentiresti di
"consigliare" ai tuoi fans?
ENA: wow ora ho pure dei fans! Il miglior consiglio che mi sento
di dare è quello di cercare di andare a vedere più concerti possibili,
e di far decidere alle proprie orecchie… andate a sentire anche i
gruppi che non conoscete, al massimo, se vi fanno schifo girate i tacchi
e via! Ma “rischiate” anche di imbattervi in brave band… è
l’unico modo per far vivere la musica! Tra i gruppi che ho sentito
ultimamente mi vengono in mente al volo Vanilla Resident, Common Cold,
Moth’s Tales, Massimaderenza, Newborn, ma è solo questione di gusti!
ANDATE AI CONCERTI!
LOUIS: Il miglior locale/rassegna/concorso del Friuli in cui ti sei
trovato a suonare?
ENA: si fa presto a rispondere: le situazioni in cui
l’organizzazione era composta da persone mosse dalla loro grande
passione per la musica sono state tutte positive, al di là dei sempre
possibili inconvenienti tecnici. Il Pabitele, Rock in the Park,
SpilmbergoMusica e il Lak&Roll ne sono l’esempio. Dove invece la
musica è vista solo come merce, come prodotto che serve a far vendere
più birre va sempre a finire che nell’aria c’è un’atmosfera
pesante e non ci si riesce ad esprimere in maniera serena.
LOUIS: Sei una frequentatrice "storica" del forum Musicommunity, dove i musicisti friulani si
confrontano, si conoscono e scambiamo informazioni, come valuti questa
esperienza?
ENA: come dici tu lo “scambio di informazioni” mi sembra la
chiave del discorso. Attraverso il forum sono entrata in contatto con
molte realtà che non conoscevo ed ho avuto l’occasione di
presentare la mia. Esperienza decisamente positiva!
LOUIS: Internet è
uno strumento importante per le band indipendenti, in che modo
utilizzate questo strumento?
ENA: internet è davvero uno strumento incredibile (attenzione
però, sia in bene che in male) e spero che possa diventare la chiave
per bypassare le case discografiche e rendere la musica un po’ più
libera e slegata dalla mercificazione che subisce sul grande mercato.
Per gli Alba Caduca abbiamo realizzato un semplice sito in cui
pubblichiamo le date dei concerti, i testi delle canzoni, gli mp3 dei
pezzi e un po’ di foto. Inoltre lo utilizziamo per andare a caccia di
date, scoprire dove si può suonare, tenerci in contatto con altri
gruppi e diffondere il più possibile la nostra musica.
LOUIS:
E di Rocknotes cosa pensi? Ti viene in mente qualche idea per
migliorarlo?
ENA: rocknotes è un ottimo portale dove trovare/inviare
informazioni sulle varie attività musicali in regione, a me piace così
soprattutto perché è semplice, immediato e di facile consultazione,
direi di continuare su questa strada!
LOUIS: Grazie Ena, in bocca al lupo!
ENA: Grazie a te e buon lavoro su rocknotes!
(09/10/06)
|